Darwin, Australia estrema

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Darwin vista dal bush australiano © Andrea Lessona

Darwin vista dal bush australiano © Andrea Lessona

Il vento caldo dei tropici attraversa la città di Darwin, alito d’oriente soffiato nell’anima dell’Australia estrema. È qui, nel capoluogo del Territorio del Nord, che l’isola continente scivola nel mare trasparente di Timor, e finisce guardando l’Asia.

Questo nucleo di 110 mila abitanti è un importante centro portuale e turistico e il terminale della Stuart Highway, la strada che porta a sud verso Alice Springs e da lì, dopo oltre tremila chilometri, ad Adelaide. Dal 2004, è anche il terminale ferroviario del Ghan, la ferrovia che segue lo stesso itinerario.

La città è la più grande della regione del Top End. Fondata nel 1869 dal generale George Goyder, venne chiamata Palmerston in onore dell’allora primo ministro britannico. Poi nel 1911 prese il nome attuale dalla baia in cui era stato realizzato il porto intitolato a Charles Darwin, il grande naturalista britannico.

Ed è lì, ancora oggi, che il capoluogo del Territorio del Nord brilla di più con le luci degli alberghi specchiate nel mare dove sono attraccate le imbarcazioni da crociera: ogni sera portano i passeggeri a scoprire la costa del Top End, declivi impervi abitati dagli Aborigeni per millenni sino all’arrivo dell’uomo bianco in cerca di nuove terre e oro da estrarre.

La loro etnia, insieme a quella asiatica, è molto numerosa in città e nella zona circostante. Più propensi a una vita a sé, si incontrano al Mindil Beach Sunset Market di Darwin, il mercato tra maggio e ottobre dove vendono i loro manufatti e dove si respirano gli odori e i sapori dell’Asia che qui è più presente che mai. A cominciare dal clima.

Un clima tropicale dalla forte umidità che nel 1974 generò il ciclone Tracy che semi-distrusse la città. In realtà il capoluogo del Territorio del Nord era già stato colpito il 19 febbraio del 1942 dall’aviazione giapponese. Fu l’unica città dell’Australia a essere bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale.

Oggi, seppur ricostruita in stile moderno, Darwin non dimentica il suo passato e lo ricorda nel Museum & Art Gallery of the Northern Territory: tra le pareti dell’edificio si rivive la storia di quei tragici giorni e si può scoprire la flora e la fauna di questa zona sterminata dell’Australia.

Tra le attrattive risalta il famoso coccodrillo Sweetheart – che, a dispetto del dolce nome femminile, era un maschio potente dall’irrefrenabile voglia di addentare oltre 15 imbarcazioni e i loro motori.

Nonostante non avesse mai ucciso nessuno, si cercò di porre freno alle sue scorribande: purtroppo nel 1979 durante il tentativo di catturalo vivo per spostarlo in una zona più sicura per lui e gli uomini affogò.

Impagliato in tutta la sua colossale lunghezza è lì, nel museo di Darwin, a guardare con occhi fissi gli astanti a cui non è permesso fotografarlo ma solo sognarlo quando ancora nuotava libero nella zona.

Per chi volesse invece vedere suoi simili e rettili annessi e connessi c’è il Crocosaurus Cove, un vero e proprio paradiso per gli amanti del genere in cui ammirare, dar da mangiare e addirittura tenere in braccio i cuccioli di coccodrillo.

Il “Covo” si trova nel centro di Darwin dove, vicino alla chiesa anglicana, sopravvivono i resti dell’antico municipio. Poco più in là, non lontano da negozi e bar con musica sparata a ogni ora, c’è l’edificio del Parlamento regionale conosciuto come la “torta con le candeline” per via della sua foggia.

Oltre si trova la casa del governatore: una staccionata pallida come il cancello in legno la divide appena dal resto della città. Città che dopo la ricostruzione si è distesa nel verde periferia: bungalow bianchi su prati curatissimi ospitano l’élite di Darwin, lì dove il capoluogo del Territorio del Nord confina con il bush e il vento dei tropici soffia più caldo.

Per approfondire:
Wikipedia
Wikitravel

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